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Ville e Castelli

La Rondinella

Villa La Rondinella situata sulla Via Cassia in direzione Roma, su di una collinetta, opera dell'architetto Gino Chierici (1910) ricca di decorazioni e preziosa nei materiali usati, sempre tra i pi¨ ricercati e all'avanguardia nel campo di saluzioni ambientali.
Una ricca iconografia floreale Ŕ ben rappresentata sia negli affreschi che nelle vetrate e nelle lavorazioni con il ferro battuto, mostrando anche un'attenta ricerca nell'uso di materiali diversi. E' un eccellente esempio dello stile floreale - liberty. Il complesso Ŕ costituito, oltre che dalla villa padronale, da una coppia di costruzioni attigue e da un giardino molto curato ed interessante, che circonda la casa per quattro lati.

Sembra che la villa fosse dedicata ad una donna localmente sconosciuta, probabilmente la stessa che Ŕ raffigurata nella facciata esterna dell'edificio principale. Pare che un giovane facoltoso, avesse investito tutte le sue risorse finanziare per coronare il suo sogno d'amore, ma prima ancora che la costruzione della villa fosse completata, fu costretto a rinunciare all'impresa e a vendere l'edificio ad uno zio. Forse la sua sfortuna, forse la figura idealizzata della giovane donna, sono all'origine della fantasia popolare che ha alimentato la visione di fantasmi all'interno della villa e altri fenomeni paranormali ai viandanti quando oltrepassavano il cancello della villa.

Castelnuovo Tancredi

Attestato dal 1214 come Castelnuovo Guiglieschi, appartenne successivemente a diverse famiglie del patriziato senese, fra i quali anche i Tancredi.
╚ sempre stato al centro di una proprietÓ fondiaria di tipo agrario, molto estesa.
Il Castello Ŕ composto da una Villa cinquecentesca e da un poderoso torrione con base a scarpa e coronamento ad archetti su mensole di pietra. I fronti, pur essendo intonacati, mostrano ancora tracce delle originali finestre ad arco.
Il Castello Ŕ circondato da un parco di querce e lecci. Vi si accede da un viale tutto ornato di cipressi.

Castelrosi

Si compone di pi¨ corpi di fabbrica collegati fra loro.
Costruito presumibilmente in 3 tempi, la parte pi¨ antica risulta essere la base a scarpa del torrione nell'angolo ad Ovest, che probabilmente risale al XII secolo. Caratteristica la torre ottagonale alla cui base Ŕ presente una bella cappella.
Il castello Ŕ stato restaurato e modificato con sopraelevazioni nel tardo 1800.

Bibbiano

Il nome Bibbiano deriva dal "Bibbio" (in latino "bibianum"), uccello acquatico simile all'anatra, chiamato anche Fischione, del quale erano ricche queste terre.
ProprietÓ dei Guiglieschi, nel 1051 l'Imperatore Arrigo III lo consegn˛ alla protezione dell'Abbazia di Sant'Antimo. Poi Bibbiano pass˛ ai conti Cacciaconti che nel 1197 lo donarono alla Repubblica Senese che provvide al rinforzamento delle strutture.
Ulteriori aggiunte e restauri furono portati avanti nel 1338 e nel 1400. In questo periodo fu ospite del Castello, Pietro Lorenzetti che dipinse qui, la sua ultima opera, l'Annunciazione.
Pi¨ volte danneggiato, all'inizio del XVI secolo, il complesso fi acquistato dal Cardinale Raffaello Petrucci che lo fece restaurare da Baldassarre Peruzzi, il quale dipinse una splendida Madonna proprio nella cappella del Castello.
Altri importanti passaggi portarono Bibbiano nelle mani dei Borghesi, dei Chigi e dei Malavolti di Siena.
Nel 1922, il Castello fu dichiarato "Monumento Nazionale".

La Torre a Bibbiano

Il castello risale al XIII secolo e anticamente appartenne a potenti famiglie senesi, tra le quali ricordiamo: Guiglieschi, Petrucci, Borghesi. Personaggi illustri vi passarono periodi di tempo pi¨ o meno lunghi: il cardinale Raffaello Petrucci, il pittore e architetto Baldassarre Peruzzi, Camillo Borghesi, il futuro papa Paolo V, il compositore di musica sacra Lorenzo Perosi,

Il castello fu completamente restaurato nella seconda metÓ dell'800, assumendo l'aspetto attuale: si compone si due fabbricati che si affacciano su un ampio cortile cinto su due lati da mura circondate da un fossato. A destra del portale d'ingresso, vicino l'alta torre fornita d'orologio, si notano tracce di un'antica porta ad arco.

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