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Edifici Religiosi

A Buonconvento:

Chiesa dei Santi Patroni Pietro e Paolo

Sorse certamente insieme al borgo. Una piccola pietra marmorea, inserita nella muratura sul lato sinistro della facciata, raffigurante una croce, porta incisa la data del 1103, probabilmente l'anno di fondazione. In questa chiesa nel 1313 morì l'Imperatore del Sacro Romano Impero Arrigo VII di Lussemburgo. Nel 1358 ebbe numerosi danneggiamenti causati dalle milizie perugine scese in Val D'Arbia in opposizione alla città di Siena. Nel Medioevo e nei secoli successivi, grazie alla sua favorevole posizione lungo l'antico tracciato della Via Francigena, si arricchì di opere pittoriche dei migliori artisti senesi dell'epoca: Duccio di Buoninsegna, Sano di Pietro, Matteo di Giovanni; alcune di queste opere attualmente sono conservate nel vicino Museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia. Dal 1702 al 1705 la chiesa fu ristrutturata completamente in stile classicheggiante come tutt'oggi appare. La faccaita in laterizio con ornamenti in travertino risale al 1723, mentre il rifacimento della torre campanaria risale ai primi decenni del 1800.

L'Oratorio di San Sebastiano

L'ingresso è racchiuso da un elegante cancelletto in ferro battuto eseguito dalla rinomata impresa Zalaffi di Siena. Attraverso una porta si accede all'atrio antistante l'Oratorio. Questo vano, nel 1898, durante le opere di restauro, fu decorato dal pittore senese Mostardini con motivi ornamentali ottocenteschi. L'Oratorio, composto da un'unica navata suddivisa in tre campate con volte a crociera, è in puro stile quattrocentesco ed è tutto circondato da eleganti scanni di noce intagliate di stile dorico alte sulla parete mt. 2,10. Le pareti sono decorate a strisce bianche e nere, a imitazione del marmo, mentre il soffitto è decorato da stelle dorate su sfondo blu.Tutt'ora in attività, presenta un'acustica eccezionale, tanto da aver consentito  e accolto al suo interno pregiati concerti musicali. Il pavimento è in marmo di Montarrenti. L'altare, in pietra serena, ha al centro un crocifisso in legno del XV secolo. Annessa all'Oratorio è una sala museo che conserva memorie, pitture ed oggetti liturigici.

La Pieve di Santa Innocenza a Piana

E' una pieve-fortezza, la cui origine risale all'alto medioevo. Fu fortificata dall'Ospedale del Santa Maria della Scala alla fine del XIV secolo per ordine della Repubblica di Siena. Si compone oltre che della chiesa, di un grande edificio a mattoni con alta base a scarpa, che nel corso dei secoli ha subito vari rimaneggiamenti. Tramite un atrio con porta ad arco si accede al cortile cinquecentesco, con porticato su due lati, un ampio loggiato e un pozzo. Nel Medioevo rappresentò la residenza estiva dei Vescovi di Siena e vi furono ospitati anche i Papi Pio II e Paolo III. Oggi purtroppo l'edificio versa in stato di degrado.

Pieve di Santa Cristina

Il nome della località Santa Cristina in Caio, deriva da un'antica pieve già esistente nel secolo VIII, di cui non sono rimaste tracce. Se ne hanno notizie a partire dall'anno 814 in un diploma emesso dall'Imperatore Lodovico il Pio a favore dell'abate di Sant'Antimo. Gli ultimi ruderi giunti fino all'anno 1787 furono abbattuti per riutilizzare i materiali nella costruzione del campanile della Chiesa SS. Pietro e Paolo di Buonconvento. L'area ove si innalzava la pieve è oggi occupata da un nucleo poderale, in stato di forte degrado: due grandi edifici in laterizi riconducibili al XIX secolo, per uso agricolo.

L'area di Santa Cristina ha portato alla luce dapprima scoperte occasionali, oggetti bronzei (bronzetti e strumenti chirurgici), monete, resti di teschi umani e molte ossa di animali, che indicano una frequentazione del luogo per tutta l'epoca romana e gli inizi dell'alto medioevo e che hanno acceso una crescente curiosità, tanto da indurre a intraprendere interessanti campagne di scavo, condotte dapprima dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana tra il 1992 e il 1994 e poi riprese nel 2009.Per ulteriori informazioni visitate il sito web:

http://archeologiamedievale.unisi.it/santa-cristina/

Nei dintorni di Buonconvento:

L'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

L'Abbazia territoriale di Monte Oliveto Maggiore è un'abbazia della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica toscana.
Nel 2004 contava 500 battezzati su 500 abitanti.
È attualmente retta dall'Abate Michelangelo Riccardo M.Tiribilli.
L'Abbazia venne fondata agli inizi del 300 da Bernardo Tolomei dopo essere entrato a far parte dell'ordine dei Benedettini. L'imponente complesso religioso si trova nell'area meridionale del Comune di Asciano, in un'oasi di verde ai margini del Deserto di Accona.
La chiesa venne costruita in epoca quattrocentesca; nel chiostro attiguo risalente al medesimo periodo storico, spicca il ciclo di affreschi rinascimentali raffiguranti la vita di San Benedetto, opera di Luca Signorelli e del Sodoma.
Di notevole interesse è anche la raccolta bibliografica custodita presso la biblioteca negli ambienti dell'annesso convento.
Posta a 273 metri di altezza e immersa in un bosco di cipressi, pini, querce e olivi, l'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore domina il paesaggio delle Crete Senesi e costituisce uno dei monumenti religiosi più importanti della Toscana sia per rilevanza storico-territoriale che ha sempre avuto sia per i capolavori d'arte che custodisce.

Per informazioni

Don Abramo
E-mail: abbazia@monteolivetomaggiore.it

Abbazia di Sant'Antimo

L'Abbazie di Sant'Antimo è stata eretta nella valle formata dai Poggi Castellari e D'Arna nei pressi dell'abitato di Castelnuovo dell'Abate a circa 10 chilometri da Montalcino.
La sua origine si perde nella notte dei tempi quando nel 781 d.C., Carlo Magno andò a Roma in pellegrinaggio da Papa Adriano I e ricevette in regalo alcune reliquie dei Santi Sebastiano e Antimo.
Durante il viaggio di ritorno scoppiò una violenta epidemia e per ringraziare il Signore quando finì la pestilenza, fondò l'antico monastero su cui poi venne eretta l'Abbazia. Documenti antichi fanno risalire agli Abati Tao e Tanimondo, l'edificazione del monastero dedito alla regola benedettina.
Poi la lenta decadenza fino ai giorni d'oggi ed alla recente ristrutturazione a cura della popolazione locale e la gestione dei Canonici Regolari Premonstratensi.
L'Abbazia non è particolarmente affrescata anche se nella cripta c'è un pregevole Gesù che esce dal sepolcro tra 2 angeli.
Molto bello è anche il Crocifisso ligneo che sovrasta l'altare maggiore.

San Galgano

Il complesso composto dall'Eremo o Rotonda di Montesiepi e dalle rovine della grande Abbazia di Circestense di San Galgano è uno dei più suggestivi che si trovano in Toscana. Nella Rotonda di Montesiepi si trova, infissa nella roccia, la Spada di San Galgano. Edificata tra il 1182 e il 1185, sopra alla capanna sulla collina ove San Galgano visse il suo ultimo anno di vita e proprio lì dove aveva infisso la sua spada nella roccia, la Rotonda di Montesiepi fu originariamente la Tomba del Santo, che fu sepolto a Nord della spada come a vedere attraverso la porta di ingresso (Chiusdino).
Solo nel 1220 fu iniziata la costruzione della grande Abbazia a valle. I lavori di costruzione durarono fino al 1268, quando venne ufficialmente consacrata dal Vescovo di Volterra Alberto Solari.
Poi 100 anni di grande splendore fino al 1364 a cui seguì la lenta decadenza data dalla sventurata pratica della Commenda.
un fatto sopra ogni altro: nel 1550 il Commendatario Girolamo Vitelli arrivò a vendere il tetto in piombo. Nonostante alcuni tentativi di ripristinare il convento, dopo che la Rotonda di Montesiepi fu elevata a Pieve, la grande abbazia venne sconsacrata e lasciata definitivamente alla rovina.

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